Piccole storie per l'anima
La sedia vuota PDF Stampa
LA SEDIA VUOTA

Un uomo anziano si era ammalato gravemente. Il suo parrocco andò a visitarlo in casa. Appena entrato nella stanza del malato, il parroco notò una sedia vuota, sistemata in una strana posizione, accanto al letto su cui riposava l'anziano e gli domandò a che cosa serviva. L'uomo gli rispose, sorridendo debolmente: "Immagino che ci sia Gesù seduto su quella sedia e prima che lei arrivasse gli stavo parlando... Per anni avevo trovato estremamente difficile la preghiera, finchè un amico mi spiegò che la preghiera consiste nel parlare con Gesù. Così ora immagino Gesù seduto su una sedia di fronte a me e gli parlo e ascolto cosa mi dice in risposta. Da allora non ho avuto più difficoltà nel pregare". Qualche giorno dopo, la figlia dell'anziano signore si presentò in canonica per informare il parroco che suo padre era morto. Disse: "L'ho lasciato solo per un paio d'ore. Quando sono tornata nella stanza l'ho trovato morto con la testa appoggiata sulla sedia vuota che voleva sempre accanto al suo letto".
"Beati i puri di cuore: vedranno Dio"
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...al di sopra di tutto ci sia sempre l'Amore!...
 
 
 
Cicatrici

CICATRICI

 

In un caldo giorno d'estate nel sud della Florida, un bambino decise di andare a nuotare nella laguna dietro casa sua. Uscì dalla porta posteriore correndo e si gettò in acqua nuotando felice. Sua madre lo guardava dalla casa attraverso la finestra e vide con orrore quello che stava succedendo. Corse subito verso suo figlio gridando più forte che poteva. Sentendola il bambino si allarmò e nuotò verso sua madre, ma era ormai troppo tardi. La mamma afferrò il bambino per le braccia, proprio quando il caimano gli afferrava le gambe. La donna tirava determinata, con tutta la forza del suo cuore. Il coccodrillo era più forte, ma la mamma era molto più determinata e il suo amore non l'abbandonava.
Un uomo sentì le grida, si precipitò sul posto con una pistola e uccise il coccodrillo. Il bimbo si salvò e, anche se le sue gambe erano ferite gravemente, poté di nuovo camminare.
Quando uscì dal trauma, un giornalista domandò al bambino se voleva mostrargli le cicatrici sulle sue gambe. Il bimbo sollevò la coperta e gliele fece vedere. Poi, con grande orgoglio si rimboccò le maniche e disse: "Ma quelle che deve vedere sono queste!".
Erano i segni delle unghie di sua madre che l'avevano stretto con forza.
"Le ho perché la mamma non mi ha lasciato e mi ha salvato la vita".

Anche noi abbiamo cicatrici di un passato doloroso. Alcune sono causate dai nostri peccati, ma alcune sono le impronte di Dio quando ci ha sostenuto con forza per non farci cadere fra gli artigli del male.
Ricorda che se qualche volta la tua anima ha sofferto... è perché Dio ti ha afferrato troppo forte affinché non cadessi!

 
Il Silenzio PDF Stampa

Il silenzio

Un uomo si recò da un monaco di clausura.
Gli chiese: "Che cosa impari mai dalla tua vita di silenzio?".
Il monaco stava attingendo acqua da un pozzo e disse al suo visitatore:
"Guarda giù nel pozzo! Che cosa vedi?".
L'uomo guardò nel pozzo. "Non vedo niente".
Dopo un po' di tempo, in cui rimase perfettamente immobile, il monaco disse al visitatore: "Guarda ora! Che cosa vedi nel pozzo?".
L'uomo ubbidì e rispose: "Ora vedo me stesso: mi specchio nell'acqua".
Il monaco disse: "Vedi, quando io immergo il secchio, l'acqua è agitata.
Ora invece l'acqua è tranquilla.
E questa l'esperienza del silenzio: l'uomo vede se stesso!".

Oggi scegliti un angolo tranquillo e lasciati cullare dal silenzio.

 
Ti darò un angelo PDF Stampa
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TI DARO' UN ANGELO

 

Un bambino che stava per nascere a questo mondo domandò a Dio: «Mi dicono che sto per essere inviato sulla terra... Come io potrò vivere là se sono così piccolo e indifeso?».

E Dio ripose: «Tra la moltitudine degli angeli, io ne ho scelto uno speciale per te. Sta aspettandoti e si prenderà cura di te».

«Ma dimmi: qui in cielo io non faccio null’altro che cantare e sorridere e ciò è sufficiente per essere felice. Sarò felice là?». «II tuo angelo canterà e sorriderà per te... Ogni giorno, in ogni istante, tu sentirai l’amore del tuo angelo e sarai felice».

«Come potrò capire quando mi parleranno, se io nemmeno conosco la lingua che le persone parlano?». «Con tanta pazienza e amore il tuo angelo ti insegnerà a parlare»

«Che cosa potrò fare quando avrò desiderio di parlarti?». «Il tuo angelo t’insegnerà a mettere le mani giunte e a pregare».

«Ho sentito dire che sulla terra ci sono degli uomini cattivi. Chi mi proteggerà?». «Il tuo angelo ti difenderà anche con il rischio della propria vita».

«Ma io sarò sempre triste perché non potrò più vederti». «Il tuo angelo sempre ti parlerà di me, t'insegnerà il modo di venire a me, e io sarò sempre dentro di te».

In quel momento in Cielo si fece molto silenzio, e le voci della terra si potevano sentire. II bambino, avvicinandosi, chiese sottovoce: «Oh, Dio, io sono pronto per partire, ma dimmi, per favore, il nome del mio angelo».

E Dio rispose: «Chiamerai il tuo angelo, Mamma!».

 
I_tre_setacci PDF Stampa

I tre setacci 

 

Un giorno qualcuno venne a far visita a Socrate e gli disse: - «Ascolta, Socrate, è necessario che io ti racconti come quel tuo amico si comporta...». - «Fermati! - interruppe l’uomo saggio - Hai tu passato quello che hai da dirmi attraverso i tre setacci?». - «I tre setacci?», rispose l’altro pieno di stupore. - «Sì, mio caro amico, - ribadì Socrate, - tre setacci».

- «Esaminiamo allora insieme se quello che tu hai da dirmi può passare attraverso i tre setacci.

Il primo è quello della VERITÀ. Hai controllato se tutto quello che mi vorresti raccontare
è vero?». - «No, io l’ho sentito raccontare, e...». - «Bene, lasciamo stare!... Tu, però, l’avrai certamente fatto passare attraverso il secondo  setaccio, quello della BONTÀ; quello che mi vuoi raccontare, se non è tutto vero, sarà almeno qualcosa di buono!...». Esitante, l’altro rispose: - «No, non è qualcosa di buono, al contrario...».

- «Beh!, - disse ancora il Saggio, - cerchiamo di servirci del terzo setaccio, e vediamo se almeno è UTILE raccontare ciò che hai voglia di dirmi». - «Utile?... Non precisamente!».

- «Ebbene, - disse Socrate sorridendo, - se ciò che mi vuoi raccontare non è né vero, né buono, né utile, io preferisco non saperlo. In quanto a te, io ti consiglio di dimenticarlo...».

 

Apologo greco

 

Non é forse tempo che anche noi ... tiriamo fuori i tre setacci e li usiamo?