Vita parrocchiale 2011
100 dalla nascita di don Ponchia 2011 PDF Stampa

100 anni dalla nascita di 

don Giuseppe Ponchia

 

Sabato 26 novembre, il concerto tenuto dalla corale “EN CLARA VOX” nella Chiesa Parrocchiale di Montanaro ha chiuso le manifestazioni organizzate per ricordare, a cento anni dalla nascita, avvenuta il 14 novembre 1911, don Giuseppe Ponchia, sacerdote, compositore, storico e poeta montanarese. Il concerto aperto dal coro parrocchiale, ha presentato diverse composizioni del Ponchia, mirabilmente eseguite:  alcune risuonavano per la prima volta nel paese natale del compositore.

Presente anche  monsignor Arrigo Miglio, che è intervenuto nonostante gli impegni, rivolgendo il suo saluto ai presenti. Ha evidenziando come in un concerto spirituale la musica si fa preghiera; ha aggiunto che manifestazioni come questa rappresentano una rivalutazione della musica locale. Tale espressione, non solamente artistica, ma anche religiosa appartiene alla cattolicità, ovvero alla universalità della nostra fede: assume dunque una dimensione che va ben oltre i confini dei nostri paesi.  Ha inoltre colto l’occasione per ricordare altri illustri montanaresi come Giovanni Silvestro, Giovanni Cena, e lo stesso padre di Don Ponchia  la cui famiglia ha dato alla diocesi due sacerdoti e una suora.

La serata si è  chiusa con l’esecuzione dell’inno alla Madonna d’Isola, onorata nell’omonimo Santuario, e opera prima del compositore, datata 1930.

Al termine del concerto, la corale “En Clara Vox” ha consegnato la prima copia del primo CD inciso nelle mani del vescovo. Altre copie del lavoro, intitolato “Con giubilante cor”, sono state vendute successivamente e saranno a disposizione in tutti i prossimi concerti della corale.

Le commemorazioni per il centenario della nascita di Don Ponchia erano iniziate domenica 20 novembre, celebrazione di S.Cecilia e ultima domenica dell’anno liturgico, festa di Cristo Re. Durante la S.Messa, presieduta da monsignor Luigi Bettazzi, il coro parrocchiale ha animato la funzione eseguendo brani liturgici da lui composti. Nell’omelia, illustrando il vangelo della domenica, il Vescovo ha ricordato l’illustre cittadino, don Ponchia, “… che si è fatto sacerdote per essere al servizio degli altri. Lo ha fatto secondo il suo stile: era un gran musico e in questo campo si è messo al servizio degli altri, dedicandosi alla diocesi, ma soprattutto alla sua parrocchia”  Alla funzione hanno partecipato le autorità comunali, sindaco, vice sindaco e presidente del consiglio comunale, le associazioni montanaresi e i rappresentanti dei cantoni.

 

S.D.

 
Inaugurazione pista ciclabile asilo 2011 PDF Stampa

Domenica 16 ottobre 2011

UN PERCORSO CiCLABILE PER FARE EDUCAZIONE STRADALE

 

C’era mezzo mondo, domenica mattina nel parco della scuola dell’infanzia “Petitti”, per l’inaugurazione del nuovo percorso ciclabile didattico realizzato nell’ambito del progetto regionale “Ti muovi”, e caparbiamente portato a termine della scuola primaria e dell’infanzia delle Figlie di Carità della Santissima Annunziata.  La banda, i rappresentanti delle associazioni con i loro gagliardetti, insegnati, genitori e soprattutto un marea di bambini.

 

 

 

 

Siamo di fronte a una splendida realizzazione – ha spiegato il presidente dell’asilo, Alessandro De Carli – che potrà essere utilizzata da tutti gli scolari per entrare in contatto con i principi fondamentali dell’educazione stradale”.  I piccoli montana resi potranno sfrecciare con le loro biciclette, avendo però cura di seguire le indicazioni offerte dai segnali di “stop”, “dare la precedenza”, “svolta obbligata” …

 

 

E’ stato un percorso lungo e faticoso – ha aggiunto Carla Ferroni, l’insegnante che ha coordinato l’iniziativa -: è costato almeno 800 ore di lavoro, generosamente offerte nel nome del più puro volontariato”. Giusto, dunque ricordare e ringraziare i progettisti, gli ingegneri Giovanni Ponchia ed Enrico Clara (papà di alcuni bambini che frequentano la scuola), e Natalino Cortese, che si è sobbarcato la maggior parte del lavoro “fisico” per la realizzazione della pista.

 

Io mi auguro – è poi intervenuto il sindaco Marco Frola – che questo nuovo percorso ciclabile possa risultare sì utile a diffondere l’educazione stradale tra i bambini, ma anche un po’ ad accrescere la loro educazione civica: quella che noi grandi, ultimamente, sembra abbiamo dimenticato”.

Al parroco, don Aldo Borgia, il compito di invitare tutti ad unirsi in una breve preghiera, prima della benedizione dell’opera. E – sorpresa, sorpresa! – quello di montare sulla sella  di una bici messa a disposizione e “sfidare” il sindaco affrontando il primo giro del percorso: possiamo testimoniare che se la sono cavata discretamente, anche se nessuno dei due è parso avere lo stile di Basso, Contador o dei fratelli Scheck che di questi tempi vanno per la maggiore.

Una meravigliosa torta “a tema” e un sontuoso rinfresco hanno concluso in gloria l’evento. Ora la pista c’è: bambini … utilizziamola!

(Mauro Saroglia)

 
Avvicendamento in Parrocchia 2011 PDF Stampa

AVVICENDAMENTO in PARROCCHIA.

 

Domenica 9 ottobre la comunità parrocchiale ha salutato il giovane seminarista GEOFREY HEZRON MULANGWA, originario della Tanzania (Diocesi di Mbeya), che qui a Montanaro ha svolto il servizio pastorale per ben quattro anni.  Ora la sua missione si svolgerà presso altre parrocche della Diocesi, che impareranno a conoscerlo e ad apprezzarlo.  Un affettuoso saluto e un augurio per i suoi studi.

Un appuntamento per tutti alla sua Ordinazione Sacerdotale .....

 

 

Domenica 16 ottbre invece è giunto il seminarista VALERIO D’AMICO, che proviene dalla parrocchia di "San Pietro in Vincoli e Sant’Eusebio Vescovo" a Cuceglio e che svolgeva il servizio pastorale nelle parrocchie di Azeglio, Piverone e Settimo Rottaro.

Un caloroso benvuto e ... buono lavoro !!

 
Matteo e Alessia in Brasile 2011 PDF Stampa

Esperienza di due giovani Montanaresi in Mato Grosso (Brasile)

 

Matteo ed Alessia sono due giovani volontari montanaresi dell’associazione O.A.S.I. dell’OPERAZIONE MATO GROSSO (O.M.G.) di Torino, un gruppo che da 40 anni opera per sostenere diverse missioni in Brasile, tra cui un ospedale di malati di lebbra, diverse scuole, una casa per bambini in attesa di adozione, una per il recupero di bambini denutriti e un centro di accoglienza per emigranti.

In particolare il gruppo di Montanaro segue il progetto estivo “Treino de basquete” ideato otto anni fa da Bruno Gontero, che coinvolge i bambini dei quartieri locali di Campo Grande e di Paraiso do Leste in attività sportive e formative al fine di educare e trasmettere valori morali e cristiani, nonché offrire assistenza con pasti e vestiario.

 

 Come è maturata l’idea di questa esperienza?

Da diversi anni lavoriamo nel gruppo O.M.G. di Montanaro con l’obiettivo di aiutare e sostenere i progetti in Brasile, inoltre più volte ci era stata proposta questa esperienza. Da qui il desiderio di provare ad offrire un servizio tangibile presso le realtà di cui sentivamo parlare e provare concretamente quello che tanti ci descrivevano da tempo.

 

Cosa vi ha colpito di più nel confronto tra la nostra società e la loro?

In quella regione del Brasile la vita è molto diversa, regna una estrema povertà, i ragazzi vivono pertanto una esistenza molto dura, fatta di privazioni e stenti, di lotta quotidiana per la sopravvivenza, in cui anche il rapporto con i genitori è difficile o fatto di angherie e botte.

Questa situazione porta questi bambini ad apprezzare gesti semplici che nel nostro quotidiano diamo per scontati e sopratutto non riusciamo più a valorizzare nella loro autenticità: ad esempio il gesto di regalare delle  magliette e scarpe nuove, oppure offrire una carezza o una lode al termine di un gioco. Nei loro occhi si vede la tristezza, ma con piccolissimi gesti  sono molto più felici rispetto a noi che abbiamo tutto e ci si rende conto di quante cose sono superflue e inspiegabilmente ritenute fondamentali nelle nostra vita quotidiana.

 

In cosa si è svolto il vostro servizio?

La nostra attività in questi quaranta giorni, si è concentra sopratutto nel supporto all’educazione dei ragazzi, attraverso lo sport (basket, calcio, pallavolo, danza), la scuola (lingua italiana, disegno tecnico) e un po’ di catechismo (canto, preghiera). Ci siamo anche occupati dei servizi comunitari quali mensa, orto, cucina e pulizie. Insomma la nostra giornata era piena, non ci si annoiava di certo.

Nelle giornate di riposo abbiamo anche trovato il tempo di qualche visita turistica nei dintorni, ad esempio alle cascate di Iguaçu o alla diga di Itaipù in Paraguay.

 

 

 

Quali difficoltà avete incontrato?

All’inizio sicuramente la lingua non conoscendo il portoghese, superato nel giro di pochi giorni con l’aiuto degli stessi ragazzi che ci hanno insegnato le parole fondamentali per comunicare con loro.

Sicuramente il fatto di essere un gruppo ci ha permesso con la sua organizzazione, di vivere con più serenità le difficoltà che incontravamo ogni giorno, legate ad esempio a come agire di fronte alle tante situazioni critiche, come i casi di bambini, spesso vittime di abusi e di violenze, con disturbi del comportamento. Invece non abbiamo certo patito la mancanza di tante comodità, come televisione, internet, l’eccesso di prodotti per la cura personale, accorgendoci di poterne fare tranquillamente a meno.

 

Qual’è l’avvenimento, la situazione, l’incontro che più vi ha colpito e ricordate?

Durante una visita nel bairo, il quartiere povero, una signora, molto anziana, sulla pelle i segni del tempo, della fatica e delle difficoltà, ci ha accolto nella sua “casa”… quattro pareti non verniciate né intonacate, un tetto di lamiere, niente pavimento, solo terra ed erbacce. Ci ha accolto educatamente, disponibile a rispondere alle nostre domande, offrendoci due sedie (rotte e sporche, ma le uniche che aveva!) per sederci. Nonna di dieci nipoti abbandonati dai genitori, che sta crescendo da sola. Al momento dei saluti, il suo invito: “Volete fermarvi a mangiare qualcosa con noi?” … pur avendo poco o niente.

Nessun bambino aveva con sé giocattoli personali. Il gioco più bello per loro era sfidarsi a far volare il più lontano possibile dei pezzetti di carta recuperata dalla spazzatura, semplicemente con uno spostamento d’aria provocato battendo le mani più o meno forte sul pavimento. E ridevano, felici di questo gioco che li faceva divertire insieme... niente a che vedere con i nostri videogiochi!

Una ragazzina che non avendo null’altro, ci ha regalato una sua foto, prima di partire.

Myriam, la volontaria italiana che da più di 40 anni coordina i servizi di Paraiso do Leste, per dare agli abitanti l’assistenza necessaria. Una grande donna che nonostante la tanta sofferenza che porta nel cuore, dimostra di avere una fede e una fiducia nella Provvidenza contagiose. Infonde serenità, anche di fronte alle difficoltà quotidiane; lotta da sempre per trasmettere e far prevalere valori quali l’amicizia, il rispetto, la lealtà, e, ricca di questo spirito (nonostante la povertà materiale) si definisce la persona più fortunata del mondo!

 

Lo consigliereste ai vostri coetanei?

Certamente!  E’ un modo per fare qualcosa che vale davvero, per recuperare i valori veri delle vita, oltre i piaceri e il denaro. E’ un’occasione per rendersi utili e per provare a “riscattarci”, anche se in minima parte, considerando il tanto di più che abbiamo, spesso non apprezzato abbastanza, nè meritato, rispetto a loro.

 

Come vivete il vostro quotidiano dopo questa esperienza?

Come abbiamo già detto, ora ci accorgiamo del superfluo di cui viviamo ogni giorno, e del valore di tutte quelle cose apparentemente semplici, in realtà preziose, come potersi lavare con l’acqua mentre là spesso mancava. Riusciamo a valorizzare molto di più tutto quello che abbiamo, avendo vissuto da vicino la povertà di quei ragazzi e avendo provato al loro fianco una vita fatta di cose semplici ed essenziali.

Qualcosa è cambiato anche nei rapporti con le persone e negli affetti, abbiamo riscoperto il valore di una carezza o di un sorriso, la sincerità, il rispetto, la voglia di “essere”  e di “fare” piuttosto che il gusto di “apparire” tipico della nostra società.

Non da ultimo la fede: questa esperienza ci ha segnati dentro, ci ha insegnato la gioia di offrire agli altri, di confidare nella provvidenza, e a ringraziare Dio per tutto ciò che ogni giorno ci dona.

 

Lo rifareste?

Si certo … anche domani!  Ma per il momento torniamo al nostro impegno nel gruppo O.M.G. per continuare a sostenere le attività che abbiamo vissuto di persona. Confidiamo che questa esperienza, che cercheremo di condividere attraverso eventi che stiamo organizzando, sia di stimolo ad altri giovani che abbiano a loro volta il coraggio e la voglia di mettersi in gioco.

 

Sergio Danzero

 
FIne restauro Parrocchia 2011 PDF Stampa

Lunedì 15 agosto 2011

Terminato il restauro della Casa Parrocchiale.

 

Il 16 agosto 1782, un Decreto del Cardinale delle Lanze (Abate commendatario di Fruttuaria) approvava il progetto della costruzione della nuova Casa Parrocchiale a Montanaro, con i fondi provenienti dalla vendita al Comune della vecchia Canonica adiacente al campanile. In realtà la costruzione durerà oltre ottant’anni, a causa della morte del Cardinale (principale patrocinante dell’opera) e per numerosi contrasti insorti con la popolazione e il comune stesso. Solo nel 1867 l’allora prevosto Don Bartolomeo Enrico iniziò ad abitare nella nuova Canonica.

Sono trascorsi esattamente 229 anni dall’inizio della costruzione e lunedì 15 agosto, in occasione della Festa Patronale, dopo la tradizionale processione dell’Assunta, il parroco Don Aldo Borgia ha aperto le porte della Casa Parrocchiale per festeggiare il termine dei lavori di restauro con il rinfresco offerto dalla PRO LOCO Montanarese . Tutti i convenuti hanno così potuto osservare da vicino il risultato del lavoro realizzato.

Il progetto, curato dall’architetto Alessandro Gastaldo Brac dello studio Associato “Atelier A” di Aosta, specialista in Storia, Analisi e Valutazione dei beni architettonici e ambientali, ha riguardato il restauro delle facciate e delle coperture della Casa Parrocchiale, con un duplice obiettivo: risolvere problematiche oggettive dovute al degrado del tempo e mantenere abitabile la struttura,  e recuperare l’edificio nelle sue condizioni originali nell’ambito di una razionale gestione dell’importante patrimonio storico paesistico di Montanaro.

Grazie al nostro parroco e a quanti hanno contribuito alla fattibilità e alla realizzazione dell’opera. Resta ancora un ultimo passo da compiere: terminare il pagamento dei lavori!

 

Sergio Danzero

 
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