VIta parrocchiale 2010
Veglia per la pace Capodanno 2010 PDF Stampa

Veglia della pace di Capodanno.

 

Come ormai di consuetudine, anche quest’anno abbiamo salutato l’arrivo del nuovo anno con una veglia, cogliendo l’esortazione del nostro Papa Benedetto nel messaggio per la 44ma giornata della pace: “Libertà religiosa, via della pace”.

Perché vegliare in preghiera? Perché la preghiera è l’insegnamento di Cristo e fin dagli inizi della prima comunità, nei momenti di difficoltà, i discepoli si ritiravano in preghiera per chiedere l’aiuto del Signore.  (atti 12, 1-17). E Dio che conosceva la situazione dei suoi discepoli, ma che aveva anche udito le «fervide preghiere» della chiesa, aveva esaudito la loro richiesta. Ecco quindi lo spirito corretto per affrontare la veglia e la preghiera. Quante volte preghiamo con le labbra, senza aspettarci realmente la risposta della nostra richiesta! Quante volte dubitiamo ancora... quando la risposta è già alla porta!

La lettura della Parola di Dio (S. Paolo Ap. agli Efesini 2,12-18) ci ha aiutato a leggere gli eventi di oggi ed in particolare due i passi sui cui si è focalizzata la riflessione.

Egli (Cristo) è infatti la nostra pace, che ha fatto di due popoli una sola unità abbattendo il muro divisorio,…”. Quanto è diversa la realtà che vediamo intorno a noi! Cristo è venuto per unire e noi costruiamo muri per dividere, Cristo proclama la pace e noi proclamiamo nuove guerre nel nome della giustizia, di una ideologia o di interessi economici. Papa Benedetto nel suo messaggio dice: “La pace è un dono di Dio e al tempo stesso un progetto da realizzare, mai totalmente compiuto … non è semplice assenza di guerra, non è solo frutto del predominio militare o economico, né tantomeno di astuzie ingannatrici o di abili manipolazioni. La pace invece è risultato di un processo di purificazione ed elevazione culturale, morale e spirituale di ogni persona e popolo, nel quale la dignità umana è pienamente rispettata”.

E venne per annunciare pace a voi, i lontani, e pace ai vicini, perché per mezzo suo, entrambi abbiamo libero accesso al Padre in un solo spirito. Cristo non ha fatto distinzione di colore, di razza, di etnia, ma il suo annuncio (Vangelo) è destinato a tutti. Anche la religione oggi è utilizzata per dividere, si nega la libertà di culto e si perseguitano i cristiani in diverse parti del mondo. Dice Papa Benedetto: “Esiste un legame inscindibile tra libertà e rispetto; nell’ esercitare i propri diritti, i singoli uomini e i gruppi sociali, sono tenuti ad avere riguardo tanto ai diritti altrui, quanto ai propri doveri verso gli altri e verso il bene comune … Quando si impedisce di professare la propria religione o la propria fede e di vivere conformemente ad esse, si offende la dignità umana e, si minacciano la giustizia e la pace, fondate su quel retto ordine sociale costruito alla luce del Sommo Vero e Sommo Bene ... Si! La libertà religiosa è un’autentica arma della pace, essa ha una missione storica e profetica, valorizza e mette a frutto le qualità e potenzialità della persona umana capaci di cambiare e rendere migliore il mondo … Negare o limitare tale libertà significa coltivare una visione riduttiva della persona umana ... Oscurare il ruolo pubblico della religione significa generare una società ingiusta ... La libertà religiosa è la cartina di tornasole per verificare il rispetto di tutti gli altri diritti umani, perché crea le premesse per la realizzazione di uno sviluppo integrale di tutta la persona”.

E il nostro pensiero è andato a tutte le persone che hanno perso la vita nel 2010 per le persecuzioni religiose in Turchia, India, Pakistan, Iraq, Nigeria, Cina, Egitto, Palestina: 26 sacerdoti e 500 cristiani nel mondo! E allora come non pensare all’unico comandamento di Cristo, quello dell’amore: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi!”.

Il canto “Signore fa di me uno strumento” sulle parole di S. Francesco, a chiusura delle riflessioni, denota che la pace inizia da noi stessi, se sapremo fare nostre le necessità di chi vive o passa accanto a noi, se  sapremo sanare ogni divisione, ma soprattutto se sapremo pregare così: ”Signore, fammi la grazia di cambiare me stesso”.

La S. Messa presieduta da don Aldo ha concluso la veglia e ha iniziato il nuovo anno.

 
Mostra dei presepi 2010 PDF Stampa

MOSTRA PRESEPI DEI CANTONI (19 dicembre 2010).

 

 

 

In occasione del “Natale in piazza” organizzato dall’Associazione Commercianti con la collaborazione di vari Enti e del Comune di Montanaro, anche i cantoni hanno partecipato con l’ormai consueta mostra dei presepi.

Così, in questa domenica, e stato possibile recarsi in chiesa parrocchiale e nella varie cappelle, passeggiando o utilizzando le carrozze messe a disposizione dell’organizzazione, e scoprire che in ciascuna di esse c'era un presepe, che con forme diverse, più o meni tradizionali, celebra la natività di Gesù.

Il Presepe! Una delle nostre tradizioni culturali e religiose e parte della nostra storia e quindi è sicuramente un valore da recuperare, soprattutto in questo periodo, anche per chi non crede.

Ma si tratta anche un valore religioso. E’ un richiamo per cercare di vivere nella realtà di tutti i giorni ciò che esso rappresenta, cioè l’amore di Cristo, la sua umiltà, la sua povertà. È ciò che fece san Francesco a Greccio: rappresentò dal vivo la scena della Natività, per poterla contemplare e adorare, ma soprattutto per saper meglio mettere in pratica il messaggio del Figlio di Dio, che per amore nostro si è spogliato di tutto e si è fatto piccolo bambino.

Sul nostro sito parrocchiale (www.parrocchiamontanaro.it) nella galleria fotografica potete trovare le foto dei vari presepi.

S.D. 

 
Padre Testa ampliamento Chiesa 2010 PDF Stampa

 

NOTIZIE dalle MISSIONI del BRASILE

 

PADRE CRISTOFORO TESTA inaugura

L'ampliamento della Chiesa Parrocchiale

 

 

 

 Con l'aiuto di una grande società di costruzioni locale, padre Cristoforo Testa, ha avviato i lavori di ampliamento della Chiesa Parrocchiale, e lo scorso mese di novembre ha inaugurato l'opera, alla presenza del Vescovo diocesano.

Si tratta sicuramente di una situazione "controtendenza" rispetto alla secolarizzazione della nostra Europa, dove ormai le Chiese sono troppo ampie per il numero del fedeli che le frequentano e anche la nostra parrocchia di Montanaro non è diversa da questa tendenza ...

A Padre Cristoforo i nostri auguri per il proseguimento della sua proficua missione in Brasile, in attesa di averlo, per qualche giorno, con noi a Montanaro. 

 

 

 
Gita a Gardaland 2010 PDF Stampa

Gita a Gardaland

Gita a Gardaland

 

Nel rispetto di quella che ormai possiamo considerare una consuetudine annuale, giovedì 9 settembre l’oratorio ha organizzato la gita a Gardaland. L’appuntamento segna la fine delle periodo estivo e l’inizio del nuovo anno scolastico e liturgico.

Una giornata amena, nel segno dell’allegria e del divertimento. Si, perché anche questo fa parte della vita del cristiano e della comunità, basti pensare a San Filippo Neri la cui figura fu una santità allegra; nel senso che fu una santità contrassegnata dalla volontà di evidenziare quanto la vita cristiana sia capace di donare vera gioia. Don Bosco, il santo dei giovani, fondò a Chieri una società dell’allegria, nella quale era proibita ogni malinconia e ogni azione contraria alla legge di Dio.

Evviva il divertimento sano! ….

 
Dom Luiz Flavio Cappio a Montanaro Stampa

Per la seconda volta, abbiamo avuto la gioia di ospitare nel monastero di Montanaro il Vescovo di Barra, dom Luiz Flavio Cappio che, accompagnato dalla sorella Rita e dal cognato Paolo, è giunto in visita nella serata di venerdì 10 settembre. Il vescovo proveniva da Roma, dove si trovava per la visita “ad limina”, che è l'incontro con il Papa che ciascun Vescovo fa ogni cinque anni.

Dopo la cena e un buon sonno ristoratore, la mattina successiva dom Luiz ha celebrato Messa nella cappella del monastero. Durante l'omelia ha ringraziato le sorelle che lo hanno accolto e aiutato in Brasile quando, nel 1974, egli giunse a Barra all'improvviso, inaspettato e sconosciuto, dopo aver percorso per mesi tanta strada a piedi da San Paulo. Da alcuni anni, le suore di Montanaro erano in quelle terre, coinvolte nel gemellaggio fra le diocesi di Ivrea e Barra.

Frei Luiz Flavio Cappio arrivava dal fiume quando, vedendoci davanti alla cattedrale di Barra, si avvicinò per salutarci. Venuto a conoscenza che eravamo italiane, e piemontesi in particolare, provò una grande gioia, essendo anch'egli figlio di italiani emigrati da Biella in Brasile dopo la prima guerra mondiale.

Noi lo accompagnammo dal vescovo di allora, dom Tiago Cloin, il quale lo accolse, riservandosi di chiedere informazioni sulla sua provenienza. Frei Luiz vestiva come San Francesco, aveva l'aspetto di persona intelligente e rispettosa, ma non portava con sé né documenti né bagaglio. In seguito, il vescovo dom Tiago lo accolse nella sua diocesi e frei Luiz si rivelò un vero francescano preparato, intelligente e ricco di fede.

Sapeva parlare a tutti con responsabilità e convinzione, la gente gli voleva bene e lo ascoltava volentieri. Pregava molto e spiegava la Parola di Dio con amore e competenza, energia e umiltà, generando fede e conversione in chi lo ascoltava. Passò alcuni anni con noi nella diocesi di Barra; la nostra casa era sempre aperta a qualunque ora egli arrivasse dal suo servizio apostolico per offrirgli riposo, ma soprattutto acqua e cibo dopo tanti passi sulla sabbia del Sertào, sotto il sole equatoriale.

Nel 1997 fu nominato vescovo della diocesi di Barra, scelto perché nessuno accettava l'incarico in una regione così povera e tagliata fuori dal mondo. Inizialmente presentò obiezione a una nomina che non gli sembrava adatta alla scelta di vita francescana semplice e umile che lui aveva fatto. La seconda volta accettò, pensando che l'essere vescovo potesse costituire un servizio in più per la gente di quella regione così povera. Questo suo impegno lo portò a studiare le cause ambientali e socio-economiche che generano povertà e bisogni per i fedeli della sua diocesi.

Avendo scoperto che il governo promuoveva progetti megalomani, come la deviazione del fiume San Francisco per arricchire grandi imprese e beneficiare, con l'irrigazione, le monocolture dei ricchi latifondisti, prese la decisione di scrivere ai responsabili denunciando la situazione di "non vita" per i tanti milioni di notdestini la cui vita dipende dal fiume San Francisco, che è per loro padre e madre. "Senza pesci e senza acqua non c'è vita per i sertanejos". Nel 2005 dom Luiz, per richiamare l'attenzione su questa minaccia di morte, decide di iniziare un digiuno assoluto, che abbandonò dopo undici giorni, in seguito ad alcune promesse fattegli dallo stesso governo. Nel 2007, constatando che le promesse non venivano mantenute, iniziò un altro sciopero della fame per circa un mese: avrebbe voluto offrire la sua vita come grido di solidarietà e disperazione per i più poveri. Il suo fu un gesto profetico grande e coraggioso, che diede forza e visibilità ai diversi movimenti sociali contrari anch'essi alla deviazione del fiume. A causa dell'immensa opera molte famiglie saranno espulse dalle loro terre per far posto alle opere idrauliche e ai canali. I progetti purtroppo sono avviati, ma la loro esecuzione va molto a rilento, senza che se ne conoscano le cause. Non c'è certezza sul futuro del rio San Francisco: la gente però ha capito di non essere più sola e abbandonata: d'ora in poi ci sarà sempre qualcuno che la difenderà.

Al termine dell'omelia dom Luiz, ringraziando ancora le suore per essere state a lui vicino nei momenti difficili, ha chiesto di continuare a seguirlo in questa sua missione di pastore, che a volte richiede di dare la propria vita per il suo gregge in pericolo. Ha confidato anche che il Papa, nel riceverlo, si è interessato del suo stato di salute, dimostrandogli affetto e solidarietà per quanto sta affrontando in difesa dei più poveri.
Infine, lasciando la sua benedizione unitamente a quella del Papa, al quale si sente profondamente unito, ha promesso che tornerà a trovare le sorelle in occasione della prossima visita “ad limina”, perché considera l'incontro una tappa importante del suo viaggio.

Domenica mattina, dom Luiz ha avuto la gioia di salutare monsignor Arrigo Miglio, giunto a Montanaro proprio per incontrarlo. In seguito, ha celebrato la Messa delle 10.30 nella chiesa di Madonna d'Isola, in occasione della festa del Cantone. A dom Luiz, ripartito nel primo pomeriggio con i parenti di Biella, auguriamo e chiediamo per lui allo Spirito Santo tanta luce, discernimento e forza per proseguire la sua non facile missione, con e per la gente di Barra.

 

suor Stefanina e suor Maurizia

 
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